Pubblicato da: yuia | 1 febbraio 2010

Lo stress cronico distrugge il nostro cervello…

Molti di noi, quasi tutti i giorni vivono una vita frenetica, inarrestabile, spesso causa di stanchezza e stress. La parola “stress” deriva quasi esclusivamente dall’inglese e letteralmente sta a significare “sforzo, spinta”. Etimologicamente parlando, quindi, lo stress non è altro che una stretta, una strizzata, un’angustia insomma, o, per meglio dire, un’angoscia. E se questo stesso stress si fa opprimente e diventa una condizione permanente, si parla di “stress cronico”. Ed è proprio quest’ultimo che mette ko il nostro importantissimo sistema nervoso. Lo stress cronico, infatti induce il nostro organismo a prepararsi alla cosiddetta “risposta alla fuga”, ossia vengono messi in atto tutti quei sistemi di difesa per far fronte a situazioni limite, ansie e stress appunto. Ad esempio, il nostro ipotalamo, una piccola porzione del cervello, sotto stress, va a stimolare i nostri surreni (a livello della midollare e della corteccia surrenale) per fargli produrre inizialmente adrenalina, e noradrenalina, che faranno aumentare il lavoro del cuore, la sudorazione, la motilità intestinale e tanti altri fattori legati allo stress. In secondo luogo, invece, la nostra corteccia surrenale, sempre su input dell’ipotalamo, secernerà particolari ormoni, detti glucocorticoidi, fra i quali ritroviamo ad esempio il cortisolo. Ed è proprio a causa della liberazione di questi glucocorticoidi, in seguito a stress, che il nostro sistema nervoso va in fumo. Infatti, numerosi studi effettuati da Robert Sapolsky e da suoi colleghi della Stanford University, hanno dimostrato che la prolungata elevazione di glucocorticoidi può portare a totale degenerazione delle cellule nervose nei roditori e nelle scimmie. In paricolar modo, la zona che sembrerebbe più colpita di tutte è una piccola regione cerebrale, detta “formazione dell’ippocampo”, che è sede dell’apprendimento e della memoria. Robert Sapolsky, per avvalorare i suoi studi, lavorò su due gruppi di scimmie vervet in Kenya. Un primo gruppo di scimmie lo sottopose a un continuo stress, a causa di continui apprendimenti, lavori ed attività socialmente subordinate. Mentre il secondo gruppo di scimmie lo lasciò in completo relax. Si poté così osservare che le scimmie “socialmente utili ed impegnate” erano soggette a continue lotte fra loro, a morsicature, a ulcera gastrica e ad una corteccia surrenale super produttiva in termini di glucocorticoidi. Tutti questi segni di stress sociale, erano inoltre accomunati ad una grave degenerazione delle cellule nervose. Per avvalorare ancora di più la sua tesi, Sapolsky, somministrò direttamente pastiglie di glucocorticoidi a quel gruppo di scimmie “non stressate”. E il risultato fu il medesimo. Anche le scimmie lasciate in completo relax, dopo le diverse somministrazioni di glucocorticoidi, manifestavano degenerazione neuronale da stress. Inoltre, altri studi, hanno dimostrato che lo stress, se troppo elevato, può indurre un invecchiamento precoce delle cellule cerebrali e molto probabilmente riduce le capacità di difesa del nostro cervello, aumentando, quindi, la possibilità di contrarre malattie cerebrali anche gravi. Cerchiamo, per cui, di evitare il più possibile situazioni stressanti, che renderebbero inutilizzabile il cervello, uno fra i più importanti organi fondamentali per la vita. Ma purtroppo, la crudele realtà ci sussurra che non sempre lo stress è evitabile, allontanabile o affrontabile.


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