Pubblicato da: yuia | 28 agosto 2009

Disuguaglianza fra gli uomini…

La nostra società contemporanea deve quotidianamente affrontare numerosissimi problemi, che a volte mettono in pericolo la sua stessa stabilità. Uno di questi è senz’altro quello della disuguaglianza fra gli uomini, un ostacolo che non affligge solamente la società odierna, ma angustiava anche le società di un tempo, come quella di J.J. Rousseau. Quest’ultimo, infatti, nel suo “discorso sull’origine e i fondamenti dell’inuguaglianza tra uomini” presenta due tipi di disuguaglianza umana: quella naturale e fisica e quella morale e politica. La prima, ossia quella dovuta al fatto di non accettare che qualcuno sia diverso nel fisico, è sempre esistita e perciò ha radici molto profonde, basate sul rifiutare a priori diverse fisionomie e razze (disuguaglianza razziale). Ad esempio, la “lotta” fra bianchi e neri è purtroppo sempre esistita ed ancora oggi, sfortunatamente, a volte, riemerge. Ma la disuguaglianza morale e politica (disuguaglianza etnica) ha radici ancora più profonde e meschine, in quanto consiste nel classificare gli uomini a seconda dei privilegi di cui godono e non tanto in base alle caratteristiche fisiche che possiedono. Non si può non ricordare, ad esempio gli schiavi che nel corso della storia sono stati uccisi e sfruttati peggio degli animali, solo perchè appartenenti a ceti sociali poverissimi. Perciò, a quest’ultimo tipo di disuguaglianza morale e politica, si potrebbe aggiungere anche l’aggettivo “economica”. Infatti, in tutte le società di ogni tempo, le disuguaglianze esistevano ed esistono ancora, soprattutto per motivi finanziari ed economici, oltre a quelli fisici. Ad esempio, ancora oggi, i barboni vengono considerati diversi ed emarginati solo perchè non hanno soldi per potersi costruire un tetto sopra la testa. Vengono considerati da noi “potenti” semplice e fastidiosa spazzatura da scrollarsi di dosso. E questo non è giusto. Questo tipo di disuguaglianza, quindi, rischia di essere ancora più pericolosa di quella fisica e naturale, poiché tende spesso a considerare “anormali” le minoranze e a farle diventare un vero e proprio “capro espiatorio”, attribuendogli tutta la colpa del fallimento della nostra società. Inoltre questa disuguaglianza può essere fautrice di pregiudizi insani e di una chiusura totale nei confronti del prossimo, che può danneggiare l’intera società stessa. Anche perchè, come diceva Einstein, “è molto più facile scindere un atomo che allontanare il pregiudizio”, e soprattutto, come diceva Dewey, “chi dice di non avere pregiudizi, è il primo ad averne”  Perciò è importante che intervenga ora una corretta e sana educazione, che faccia aprire gli occhi agli uomini, facendogli capire che non si può e non si deve distinguere dal colore della pelle o dalla classe sociale di appartenenza o dal denaro. Tutti infatti sono esseri viventi. E’ una vita per tutti. Importante è anche un’educazione alla tolleranza e al rispetto. E’ fondamentale, infatti, “riconoscere e partecipare ai sentimenti degli altri” (F. Savater), “sentire gli altri” (Rogers), promuovere contatti fra gruppi diversi di individui e collaborare insieme per riconoscere che “siamo tutti fatti della stessa pasta” (F. Savater, “Etica per un figlio”). Riconoscere quindi, che potremmo non essere perfettamente uguali fisicamente, ma siamo sicuramente figli di uno stesso Cielo, simili nelle emozioni, nei sentimenti, nello stesso tratto di vita che viviamo insieme e che, soprattutto, insieme abbiamo il diritto di vivere.


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